Lieta dimora
angelo cora
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Sola, nella scura densità
del mio sguardo, da sguardo ferito,
colmo d’immensa tristezza da gioia smarrita
E null’altro, nel silenzio dal vuoto infinito,
d’una vita che spenta dileggia,
di solitudine il buio più denso, da occhio patito
Come chiazza coprire la vita, su prato gelata,
come goccia bucare dell’anima la roccia, nuda violata,
dal silenzio disperso tra orme al cammino lasciate
Velando di pallida brina i rami recisi, a terra ammuffiti,
del nostro nato cresciuto, vissuto sciupato, recidendo radici,
d’una vana speranza dal cuore, comunque inventata
S’affievolisce il pensar di trovarti cercando tuttora,
con ali piegate dal duolo,
nel nido d’allora
Di solo piume lasciate, da vento lambite,
a coprire d’un sogno,
avverato d'allora,
la lieta dimora
©
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L'autore
angelo cora
sono, bianco, fantasma trasparente che s'aggira inutilmente, tra lievi ricordi e grevi sentimenti, ove esondano nel niente, sottilissimi pensieri, in onde impetuose, dal fiume della mente - Lascio comunque al cuore, il tanto ringraziare, quelle gentil persone, che pur non conoscendomi, leggono, a
Commenti (1)
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alessio carlini16 febbraio 2012
la chiusa è affascinante ma tutta la poesia non fa una piega per la precisione tecnica... la resa arriva dall'autenticità dell'animo versato che colma immediato d'emozioni

