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Sociale 17 febbraio 2012 · lettura 1 min · 1806 letture

Sordi siete e muti ci rendete

Lena Orfeo 295 poesie pubblicate
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Tagliate pure tutto ma non tagliate me, le idee, la fantasia i soli colori che so rendere, pensieri che so consolidare fin tanto le mani mi seguono finché traccia di me sarà dono. Non so navigare un mare di ferro e voi m'avete lasciata senza bussola. Volete che io sia oltre le mie forze, meno di quel che penso divisa, orfana, senza disegno. Non m'accorgo quasi più della mia ombra. Nell'indifferenza sguazzo come un pesce senz'ossigeno e mi dolgo di questo poiché non partorisco sdegno nè alcun figlio furioso. Parole, solo parole, numeri e parole, nient'altro che vane parole. Ed io che m'accorgo che sordi siete e muti ci rendete.
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Purtroppo in Italia stiamo vivendo un momento difficile e di questo ne risente il mondo del lavoro. Il fatto è che, a forza di tagli, le richieste diventano sempre più esigenti e, in alcuni casi, si dimentica che dall'altra parte c'è pur sempre un uomo. Le mansioni, almeno nel mio caso, sono triplicate. Si fa tutto ma tutto male, si perde la specializzazione, ci sente unicamente pedine, ma, cosa peggiore, si perde quel senso di appartenenza che ci contraddistingueva e motivava, facendo sì che ci mettesimo sempre in gioco e in discussione nella maggior parte dei casi. Che gran delusione!

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Lena Orfeo
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Commenti (3)

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alessio carlini17 febbraio 2012

sensazione effimera prima dell'avvenuta alla ribellione... così leggo questa opera che rasenta gli attimi prima della rottura degli argini... un turbine di verità che riguarda masse dipersone... persone, ecco cosa siamo, persone... poesia cheho apprezzato particolarmente per il messaggio contenuto ed esploso

Paola Galli17 febbraio 2012

condivisa riflessione che credo che ormai appartenga ad ognuno di noi! sì ci sentiamo tagliati, ci hanno tolto i sogni, l'entusiasmo, la voglia di fare e la motivazione all'agire nella vita e nel lavoro! ci aggiriamo come anime in pena e trasciniamo i nostri passi, sprecando i giorni, disorientati sconcertati, amareggiati disillusi ma soprattutto umiliati! ricominciamo allora ad indignarci, a provare sdegno, a non lasciar sole le parole, ma dare loro la corposità che meritano ma soprattutto non lasciamo che ci rendano MUTI!! complimenti!

Sara Acireale20 febbraio 2012

E tagliano... tagliano e a farne le spese siamo sempre noi "comuni mortali", le caste non vengono mai toccate... La crisi c'è, si vede, si sente, è nell'aria circostante, ci stanno togliendo tutto e tra poco metteranno pure il respirometro, più si respira più si paga. Vogliono farci abbassare la testa, RIBELLIAMOCI a questi soprusi e mettiamoci in gioco. Vogliono toglierci pure l'idendità ma noi non siamo pedine, siamo Persone e esigiamo rispetto...