Hay una milonga

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (3)
Questa poesia ha una potenza suggestiva che va al di là del significato letterale del testo. Non so per quale strana malìa mi evoca riflessioni sull'esistenza umana come penombra di una camera d'albergo in cui vivi di passaggio- tempo di alcune canzoni - qualche attimo d’amore da amante clandestino, un po' malinconico e un po' colpevole... Sono estasiata dal tuo modo di scrivere così ampiamente evocativo di altri universi e pur così perfettamente specchio di te come in questo testo.
Sensuale, si. Ma anche permeata da una desolazione struggente, da una irrimediabile nostalgia, da una corrosiva voglia di essere altrove, da confusi rimpianti. O sbaglio?
sono andato a cercare cos'è una milonga ... ho letto che borges la preferiva al tango perché non malinconica. ho letto che i testi son solitamente picareschi... per questo e per il quadro questa poesia l'avvicino più a un tango « Il tango è un pensiero triste che si balla. (Enrique Santos Discépolo) » ma ora mi è chiaro è quel che dici anche te... "mi converto a una milonga" ché gli occhi sono "tangueri" la malinconia tanguera si vuol convertire a una più picaresca milonga... "forse stanca di graffi traversi" e di rose spinose in bocca.



