La fuga
Come languidi cigni sull'acqua,
lenti scivolarono in me gli oscuri pensieri,
per portare via quel po' di respiro che ancora mi animava.
Come una rosa profumata,
l'essenza della solitudine impregnò i miei capelli e li lavorò con cura,
intessendo una vischiosa ragnatela
che divenne il mio guardiano di ferro.
Come uno splendido sole guerriero,
la verità bruciò i miei occhi
rendendoli ciechi alle giustificazioni,
capaci di accettare solo il reale, senza toni smorzati.
Come un pugnale di ghiaccio,
la crudeltà del mondo mi colpì, ma non alle spalle,
perché nulla ignoravo,
e aspettai lì immobile che mi strappassero gli amati ricordi,
che mi scavassero e dilaniassero,
ma non trovarono niente
perché niente feci loro trovare.
Come una gazza ladra,
spiccai il volo nell'azzurro che stordisce,
rubai al mio cuore risparmiato all'oltraggio
le cose più care,
e furtivamente le celai in un luogo sconosciuto agli uomini
dove il male non arriva mai
per poi sparire, silenziosa, nel blu.
©
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Commenti (1)
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Sara Acireale12 luglio 2012
Accorgersi del male che esiste nel mondo, esserne consapevoli è qualcosa che dilania l'anima. Tutto diventa buio... non si trova più la luce né un volto amico... L'unica cosa da fare è spiccare il volo nell'immenso azzurro e cercare un posto inaccessibile al male degli uomini dove nascondere le cose più care... Bella, originale poesia
