Non sempre tutto scorre
Lunabionda Valentina Di Caro
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Non posso più annaspare
nel catino del tuo pediluvio
anche le papere gialle
hanno diritto a vasche più grandi
alghe i tuoi peli
mi si avvitano alle nere zampine sottili
il tuo alluce valgo
mi divarica il becco
le tue unghie mi traghettano
all'inferno dei sapori
la tua pelle morta
mi incolla le ali
e picchio il mento
contro uno scoglio pomice
Ci fosse almeno il tappo...
in questo colabrodo
mi vedresti vorticare
in mulinelli liquidi di sudore
delle tue ventiquattrore
inchiodate sul sedere
ma questo è solo un colino
l'acqua scorre nel lavandino
ed io giaccio sul fondo
sedimentata e capovolta
in questo scolo
di sali e di plastica
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Commenti (1)
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Angela Fragiacomo20 febbraio 2012
desisamente ribelle l'urlo strozzato di questa lirica, che sputa disprezzo ad ogni verso, ma chiude senza soluzione, non c'è libertà infine, si rimane intrappolati là dove s'era, con un nulla di fatto... ma anche le paperelle hanno diritto al loro stagno... piaciutissima

