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Sociale 20 febbraio 2012 · lettura 1 min · 1178 letture

Pendolare

Ercole De Angelis 40 poesie pubblicate
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Al mattino c’è un fiume di gente che sgorga da case. Storie perse ogni giorno nel nulla, cuori fermi in “stand- by”, sguardi spenti, lanciati nel vuoto. La’ c’è Giulio, ha un tumore, ma lui non lo sa. C’è Giovanni, operaio, da una vita lui s’alza al mattino alle quattro, ossessione è per lui la pensione. C’è Francesco, studente, da tempo ormai fuori corso che racconta fandonie alla madre. C’è Maria la maestra, il marito le mette le corna e lei non sa cosa fare. E Antonietta la colf, Irene e Gianmarco, tutte anime e gocce di un fiume senz’anima. Ed è un lampo accecante, il mio cuore s’allarga e li abbraccia commosso, e li sente se stesso. Oh mio Dio che è successo? Ma è uno squarcio di un attimo solo il mio sguardo è già spento, lanciato ne vuoto.
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E' ovvio che i nomi della poesia non sono riferiti a persone in particolare, ma sono rappresentanza di tutta quella umanità, di tutti quei fratelli, che ogni giorno si muovono in cerca di lavoro e di dignità.

L'autore
Ercole De Angelis

nato a Castro dei Volsci, dove vive; sposato, con due figlie, informatico, cantautore. Ha scoperto di avere delle storie da raccontare e le racconta. Il suo primo romanzo: "Il sacro fuoco della regina"(2011) pubblicato su PhotoCity http://www.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=16880 oppure come e-boo

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Commenti (1)

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Annamaria Barone22 febbraio 2012

ed io sono uno di quelli, un volto dei passi in una finmana umana che a volte sembra non avere umanità. Sguardi spenti, occhi assonati e quell'apatia dell'accettare tutto, nella speranza che comunque quel treno ti porti in tempo al lavoro, lontano chilometri ed ore da casa... bellissima e piena di dolcezza questa poesia