Pendolare
Ercole De Angelis
40 poesie pubblicate
+ Segui
Al mattino c’è un fiume di gente
che sgorga da case.
Storie perse ogni giorno nel nulla,
cuori fermi in “stand- by”,
sguardi spenti, lanciati nel vuoto.
La’ c’è Giulio, ha un tumore,
ma lui non lo sa.
C’è Giovanni, operaio,
da una vita lui s’alza al mattino alle quattro,
ossessione è per lui la pensione.
C’è Francesco, studente,
da tempo ormai fuori corso
che racconta fandonie alla madre.
C’è Maria la maestra, il marito le mette le corna
e lei non sa cosa fare.
E Antonietta la colf,
Irene e Gianmarco,
tutte anime e gocce di un fiume senz’anima.
Ed è un lampo accecante,
il mio cuore s’allarga e li abbraccia commosso,
e li sente se stesso.
Oh mio Dio che è successo?
Ma è uno squarcio di un attimo solo
il mio sguardo è già spento,
lanciato ne vuoto.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Ercole De Angelis
nato a Castro dei Volsci, dove vive; sposato, con due figlie, informatico, cantautore. Ha scoperto di avere delle storie da raccontare e le racconta. Il suo primo romanzo: "Il sacro fuoco della regina"(2011) pubblicato su PhotoCity http://www.photocity.it/Vetrina/DettaglioOpera.aspx?versione=16880 oppure come e-boo
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Annamaria Barone22 febbraio 2012
ed io sono uno di quelli, un volto dei passi in una finmana umana che a volte sembra non avere umanità. Sguardi spenti, occhi assonati e quell'apatia dell'accettare tutto, nella speranza che comunque quel treno ti porti in tempo al lavoro, lontano chilometri ed ore da casa... bellissima e piena di dolcezza questa poesia

