Punti interrogativi in erezione
Era più veloce
lo scorrere del tempo.
O più amaro
il mancato tentativo?
Raccoglievi la mia colpa
come si fa
con i sorrisi persi.
Sulla strada
sbarrata
da giustificazioni.
Di metallo,
di stoffa nera.
Per l'inesperienza a lucidare
la purezza del tuo:
“Certo, si può fare!”.
Quando anche la terra
vibrava
sotto i nostri piedi.
Al tuo gioco disponibile,
ai miei increduli silenzi.
E restavo inerte,
con mezza parte d'idillio.
Escogitando
nuove domande
alla tua risposta scontata.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (2)
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B
Barba23 febbraio 2012
S'intuisce l'enigma ...ma non tutto si svela... in questi versi criptici... incisivi, ben calibrati. Bel ritmo ed originalissimo stile. Molto bella!
C
Citarei Loretta Margherita23 febbraio 2012
una bella poesia, versi ben stilati gradevolissima complimenti
