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Sociale 23 febbraio 2012 · lettura 1 min · 881 letture

Ninocka e lo scemo

Turan 989 poesie pubblicate
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dicevan tutti ch’era scemo quel bel bambino dal faccino tondo e tu la buona del villaggio te lo prendesti a cuore con il tempo la pazienza e tanto amore ci provasti a farlo diventar “ normale “ ti guardavi intorno per dargli un paragone mentre lui cresceva osservavando rosicchiar le nuvole dal vento mentre si inventava un nuovo pezzo per la scacchiera colorata della sua stupida mente cercavi tra quegli uomini in cravatta con l’orologio ben in vista e la valigetta in mano ma eran tutti eguali in mezzo alla folla dei furbi personaggi privi di immaginazione bramosi di potere di donne di automobili e del titolo d’ingegnere cercavi qualcuno con un valore aggiunto qualcuno che prendesse in considerazione il mondo mescolando il sè agli altri lo spazio al tempo il prima al dopo qualcuno che fosse un alterego per il tuo piccolo scemo per quella meravigliosa creatura emarginata solo perché ha libero il pensiero.
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solo i bambini i matti e i poeti possono vivere due vite parallele: nel mondo loro e in mezzo all'altra gente.

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Commenti (4)

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Antonella Scamarda23 febbraio 2012

E i Poeti sono un po' matti e un po' bambini... perché puoi scrivere o leggere, tutta la Poesia del mondo, ma se non ti fai "piccolo" come uno di loro e non guardi la vita con stupore e meraviglia... non sarai mai così innocente e libero da poter giocare, ne rincorrere... ne afferrare l'Infinito... Infinitamente bella!!!!!

Francesco Rossi23 febbraio 2012

Non ci sono parole per commentare questa bellissima poesia che coglie nel libero pensiero l'univesalità della solidarietà. MAGISTRALE

Patrizia Cosenza3 dicembre 2015

Difficile scrivere cosi bene per un tema cosi delicato molto apprezzta un atto d'amore già da qui e leggerla è stato un piacere un po di rabbia per quelle giacche tutte uguali ... un inchino al poeta

alias Marina Pacifici3 dicembre 2015

Una profonda e sincera poesia che sento molto, in quanto tratta dell'infanzia in difficoltà, l'infanzia emarginata, l'infanzia della disabilità. E nel mondo dei bambini c'è una solitudine, un disagio psicologico, una sofferenza celata che negli ultimi anni è aumentata a dismisura e noi insegnanti siamo la cartina tornasole di tale fenomeno sociale di cui si parla poco e sempre troppo tardi. Molto delicata la figura della donna Ninocka che si prende cura del bambino. Un grazie all'Autore per aver trattato con tanta sensibilità questa tematica.