E' tardi
angelo cora
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E’ tardi, quasi già sera,
quando passeggio il meriggio
seguito dai passi dall’ ombra distesa
E’ tardi,
prolungato il rintocco dell’ ore,
l’ orizzonte d’ un giorno d’ azzurro vissuto,
disperde tra nebbie colori
E’ tardi,
quando il bussar della sera rivela all’ udito premura,
di primavera sfiorita ne scorgo in vasti percorsi, grevi suture,
quando nei solchi divelti del cuore ferito,
testardo ancora l'amore respira
E’ tardi,
quando il cupo di notte più scura, all’ occhio smarrito,
nel tempo d’ allora,
non desta alcuna paura
Quando la vecchia panchina d’ amore finito solcata,
mostra discosti,
resti d’ istanti voraci, carezze inibite rubate
E’ tardi,
ma è presto nel tempo che resta,
tra quei trascorsi di coppia interrotti,
attender da solo, la notte
©
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L'autore
angelo cora
sono, bianco, fantasma trasparente che s'aggira inutilmente, tra lievi ricordi e grevi sentimenti, ove esondano nel niente, sottilissimi pensieri, in onde impetuose, dal fiume della mente - Lascio comunque al cuore, il tanto ringraziare, quelle gentil persone, che pur non conoscendomi, leggono, a
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