Piu' giu'
Lunabionda Valentina Di Caro
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Più giù
a scavare
piegato, chino, sfiancato
ti vedo
mio piccolo uomo
terremotato
innamorato
degli inferi
di questa Madre Terra
dal sedere morbido
dissestato dal dopoguerra
di mani tenute legate
di organi eviscerati
di orgasmi malnutriti
di sorgenti seccate
negli anfratti
delle tue ore educate
sul come tenerti a bada
Mandati al diavolo stavolta!
Perché hai fallito!
Devi affrettarti
armarti di badile
impugnare un fucile
uccidere la coscienza del tuo ieri
Troppo a lungo hai dormito
sugli allori
delle tue inespugnabili macerie
©
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Commenti (1)
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alessandro mazzeo24 febbraio 2012
Una metafora (almeno questa è la mia interpretazione) del nostro ricostruirci ogni giorno, del nostro rinascere dalle nostre ceneri cercando la forza dentro noi stessi. Un concetto espresso con stile elegante e una visione lontana dal superficiale.

