La sala d'attesa
Nella sala d'attesa
i volti di pietra
gli sguardi d'intesa
c'è una luce nell'ultima chiesa
nella sala d'attesa
c'è un pazzo che canta,
un bambino che corre e non si stanca,
un vecchio che pensa e s'affanna
nella sala d'attesa
un ubriaco tinge il mondo di rosso
una donna piange l'amore ormai perso
nella sala d'attesa
ci siamo io e te
aspettiamo ancora ma non so perchè,
non verrà il medico a curar i pazienti
è questa bianca felicità a renderci così impotenti...
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Commenti (1)
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Pino Penny25 febbraio 2012
io trovo che forse ti riferisci alle attese a volte mortali nei pronto soccorso specie da Roma in giù ma anche al nord a volte non si scherza... la poesia è altamente poetica, a meno che non la si legga in gran furia e fretta ed aggiungerei( con la puzza sotto il naso) ecco perché la "poverina"è finita nel porfirio...
