Il dolce voler volar
Francesco Giardina
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Le piume del diavolo
solitarie vanno
s'incollano di melma e di corallo
confondono
svolazzano
su alberi senza nido
...dal male infetto
sfatte
le piume del silenzio le carezzi sempre
senza volerlo
tra la pioggia e la mano
hanno paura di star sole
si fanno compagnia tra le mie parole
le ali della libertà
-quelle vere-
son divise e
son diverse,
irranggiugibili quasi
due eterne promesse
hanno pareti nel cielo
e ossa di cristallo
resistono ai tramonti
e alle stratosfere
si prendono vette disumane
e lo stragodere
che non ha fame e non fa rima con strapotere
parlano col ghiaccio
straparlano col creatore
poi
migrano però
quasi sempre
altrove
le ali degli uomini
-invece-
devono ancora concepirle
sembra sian fatte di rare cose
qualcuno parla addirittura
di grave coraggio
altri parlano
di rivoli di amore
e altre simili stranezze
discernere
come
una sorta di sorte
o una goccia
di pleurite
cardiaco- solare
pascola vascolare
valvola va- scolante
basculante
a riversar flotti
genuini e tempestosi
sul nastro sinistro del nostro petto
e da pane d'ossa parte,
nerbuta d'ali
finchè
su pianta d'anima
scorger si vede
lo sputar d'un germoglio
un giorno come un altro
e arto pennuto a successiva fiorita
l'altro ancora
cosicchè,
"modugnamente"
sprovveduta s'improvvisa
amplesso d'arte
l'idioma- idiota
che l'eterna mano "seidita"
svuota o trabocca
dal vaso che Contiene
il dolce voler volar... via
D a m e!
©
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L'autore
Francesco Giardina
Vivo a Palermo... ma in fondo quando scrivi non sei mai in nessun posto..
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