Le ombre delle sere
Stefano Drakul Canepa
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passaggi neri
sui riflessi a sera
e sulle ombre
Ero tornato per non restare
eppure ricordavo le ombre, gli alberi
così fitti da disegnare un sentiero nel cielo
quando la sera ti sorprende ad esitare.
Se qualche volta fuggivo
era per non ferire le primavere
era per non vedere il tuo respiro fragile
abbandonare tutte le mie risposte.
Se qualche volta tremavo
era per il profumo del fiume dopo la pioggia,
quando l'erba bagnata sembra mentire
tutti i riflessi alle sue rive nere.
Ero andato via per non vedere
la mia morte riflessa nei tuoi occhi pigri
e suonare ancora le danze di una notte.
Per non esitare i gesti di una luna fragile.
Eppure ricordo ancora le oscurità del cuore.
ricordo ancora le ombre delle sere.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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S
Sadness25 febbraio 2012
Uno stile particolare, bella premessa per un bel tema; la seconda strofa sembra una confessione, forse tutte le strofe sono come un raccontarsi, un giustificarsi per un atteggiamento avuto, melanconica e inquietante una bella lettura
Laura Maira25 febbraio 2012
Essere avvolti dalle ombre dei ricordi, dall'oscurità di un cuore che sembra essersi arreso, aver gettato le armi, scappato via da un Amore insufficiente, insoddisfatto... Fuggire, tremare, non vedere... Poesia Malinconica e struggente, lascia intravvedere note di un languido oziare in dolori antichi... dal quale, forse, non ci si vuol staccare. Molto colpita e ammirata; opera di un sempre unico Maestro. Complimenti.

