L'imbriacone
Embe’? Sì, è vero, jerassera stavo
proprio ‘mbriaco, sì, e poi russavo
com’a ‘n porco, sissì, com’a ‘n maiale,
sì, è vero, so’ ‘n marito criminale
so’ ‘n padre che se beve li quatrini
mentre che li regazzi, poverini,
tireno avanti solo co’ l’avanzi
che te riesce a rimedià dai pranzi
de quarche ricco fijo de gran casata…
e tu, che c’hai a che fa’ co’ ‘sta mappata
de signori? Lo sai perché me ‘nciucco?
Pe’ l’animaccia mia, perché so er trucco
che m’ha fatto papà de marchesini
e scanna’ ve voressi, voi Caini,
ma è mejio sta’ ‘mbriaco che all’inferno.
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (1)
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Carlo Fracassi27 febbraio 2012
In certe circostanze è molto meglio un'alzata di gomito ché di coltello... Particolarmente apprezzata per l'insita morale.
