L'elogio di "Ciao"
estro non diede beltà
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Eco
di afflato amoroso,
veicolo sonoro
di empatico
trasporto.
Semplice
richiamo fragoroso,
faro canoro
di un tranquillo
porto.
Chiave
di sorriso gioioso,
svela il tesoro
di un animo
distorto.
Piccolo
passo timoroso
di focoso toro
ché si sente sempre
in torto.
Nota
di canto armonioso
ché colora d'oro
gli abbracci col fiato
corto.
Dolce
soffio doloroso,
lamento del coro
ché saluta l'addio
d'un morto.
Breve
singulto lacrimoso,
sul tuo viso scoloro
per l'amore mai
sorto.
Ciao,
rumore melodioso;
ciao,
carezza di calmo ristoro;
ciao,
caldo sensuale
rapporto.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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