Invisibile

Azzurre acque lievi in specchio
roteante il gabbiano in cerchio,
disperderti leggero nel magico contesto
sognando l'alta vetta in modo composto,
alzando al cielo lo sguardo intenso
in segno di preghiera verso l'immenso.
Tu uomo, nuda presenza trafelata
dal proscenio la tua ombra defilata,
misero da gorgo vitale spolpato
quel tuo brio soffocato e calpestato,
da presenze erranti senza scrupoli
che mirano al sacco e avversano discepoli.
Oggi sulla putrida terra i glutei posati
alla tua sofferenza né conforto, né invitati,
lasciato lì ramingo, cane randagio scacciato
da retorica inconcludente di un sistema bruciato,
senza parenti per alleviare i tuoi stenti
lasciato là alla mercé, fra cartoni nei tuoi sfinimenti.
Azzurre acque lievi in specchio
roteante il gabbiano in cerchio,
vaga l'anima mia nel suo deserto
ti vedo caracollante nel tuo passo incerto
e prematura giunge la notte e mi fa sgomento,
futili ideali troneggiano senza fondamento.
La nebbia d'indifferenza non si dirada
con una coperta e una minestra calda,
pulita è la coscienza di chi t'esclude
in tersi giorni da tavole imbandite...
...tu, riprendi quella strada sotto il cielo
e sul viso rugoso... lacrime di gelo.
©
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Commenti (2)
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Citarei Loretta Margherita1 marzo 2012
ben descritta la condizione di persone che vivono situazioni perticolari estreme, indigenti ed ignorati dal mondo, complimenti notevole
Giacomo Scimonelli2 marzo 2012
una descrizione che graffia il cuore... intensi pensieri che condivido... versi di poesia che catturano l'attenzione del lettore fin dall'inizio alla fine dell'Opera... stile poetico apprezzatissimo ...
