Ciò che scompare
Gianpiero De Tomi
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Da ogni sguardo, reclamo l'estasi
dell'orfano sentimento, nato dal mio intento
nato dal mio intento nell'atto di fuggire
ha attirato un arcobaleno, nell'iride tesa.
Foglie senza peso, sollevate dal vento
una parvenza d'amore è stata accesa
è stata accesa una fiamma, nel fondale
dove non giunge mai una vibrazione
ove tutto è quiete, un volteggio lento
l'inesorabile onda del tuo profumo
ha scosso come un terremoto le rocce
ogni cosa si è incrinata, una forza pura
una forza pura dalle labbra inquiete
serpentine fruste, nella terra stordita.
Dal mare sono emerse le montagne
i fiumi, hanno mutato il loro corso
ed intere regioni sono scomparse
nel vortice di confusionarie apparizioni.
Ed al centro di questa turbolenza
solo tu, pulsante stella dominatrice
come il muscolo del petto doloroso
ritraendoti e dilatandoti immane
ritraendoti e dilatandoti rapace
con l'incertezza del fato, mi hai colto.
Ed in questa agghiacciante nebbia
la solitudine, che tutto contempla.
Perché la tua luce è impallidita?
La penombra, ha sapore dell'assenza.
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Gianpiero De Tomi
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