Signora del Labirinto
Stefano Drakul Canepa
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piccole stelle
spente fra le tue mura
di nero gelo
Ora lasciami andare per le mie stanze vuote,
non è con questi respiri che posso sognare,
non è con queste luci che posso tremare
crepuscoli e lamenti al limitar di un nero sole.
Ora non parlare che il tempo si è ormai arreso
e gli stessi colori che tu esitavi sono già vivi
dentro a pieghe di corallo, sono gemme
in un lago riflesso a stella. Lasciami dimenticare.
Non è per rancore o per negar le piaghe,
ma se tu sarai la signora del tuo labirinto
io non busserò alla porta, né cercherò sentieri
per aprire una notte che è già mia amica.
Né sarà una ferita a farmi disperare in catene,
prigioniero di una luna fragile che non sa più
perdonare né sorridere. Forse una carezza,
forse un buio negato ti farà pensare al calore,
o forse al gelo, figlio del tuo cielo antico.
Lasciami andare per le mie risposte vuote.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Laura Maira1 marzo 2012
Spettacolare... mi sembra un abbandono rassegnato... Non c'è via d'uscita al labirinto del dolore, nessuno potrà salvare... lasciami andare... Una richiesta quanto mai vera e dolorosa, disillusa, che contempla il suo lento cadere nel silenzio... Non si busserà alla porta e non si cercheranno sentieri... Struggente e profonda, velata di tristezza densa e palpitante. Bellissima, complimenti
Annamaria Barone1 marzo 2012
E' la sensazione che lascia quella che ti fa fermare. le parole usate come stili, magnifici, e l'impressione di una forza quasi rabbiosa, a voltar le spalle alla regina del labirinto, icona solitaria ed inrangiugibile, racchiusa nel suo cuore di ghiaccio


