Caro amico ti scrivo
Me lo ricordo quel giorno
quando t’incontrai sul treno
non è un tempo molto lontano
fu un tragitto breve
da Bologna fino a Milano
tu ascoltavi
mentre leggevo un mio scritto
all’amico
mi facesti un complimento strano
poi cominciasti a parlarmi piano
ad ogni parola sapevi dare un senso
l’accompagnavi con gli occhi
come se volessi
che ci guardassi dentro la tua storia
e parlavi
con l’umiltà di un uomo senza tempo
con la tristezza
di chi
di questo mondo ha visto troppo
di chi si sente inadeguato
nel personaggio
che intorno gli han creato
alla stazione ci stringemmo la mano
con la promessa
di rincontrarci a Roma
o chissà… magari anche a Milano
provare a scrivere
qualcosa con un contenuto umano
ora te ne sei andato
lassù
nel Regno dei forti
senza rumore
così come hai vissuto
ci proverò
a scriverla da solo
quella canzone
poi un giorno di vento
darò fuoco alle parole
e speriam che sia tuo quel vento
che tu le spinga
là
ove è calato il tuo tramonto
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Citarei Loretta Margherita1 marzo 2012
ci ho pianto anche io x il grande lucio, ci sono cresciuta con le sue canzoni, apprezzata
