L’albero nudo
Pasquale Lettieri
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Come un albero senza foglie
dai rami secchi e senza vestito verde,
stamane mi ritrovo solo.
L’inverno mi ha portato via i frutti
più belli.
Nemmeno gli uccelli fanno il verso
sul mio corpo nudo.
Anche la pelle del tronco di base
soffiata dal vento cade nella terra.
Sto morendo in questo preciso momento.
Sono già morto cento volte prima di adesso
e altrettante volte ho atteso la primavera
con i suoi colori e i suoi fiori.
La gialla mimosa le apre la strada
e la rosa comincia a sudare profumo.
Anche il passero cinguetta veloce il canto
e mi dice che è ora, è ora del risveglio.
Nudo di me, della mia pelle e del verde
del mio corpo, in questo frangente di tempo
attendo...
Altra primavera, altro inverno
e poi, ancora primavere e inverni
in un monotono gioco di un susseguirsi di un tempo
che non è mai eterno.
Fino alla fine, fino alla fine del tempo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
Commenti (1)
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Francesco Rossi2 marzo 2012
Ho segnalato questa poesia che merita di essere letta attentamente per le problematiche relative al disagio esistenziale che l'autore ha fatto emergere con bravura dai versi.

