senza pace
piove
i ricordi si schiantano sulle rovine del mio mondo.
la città annega,
quando la mente mendica luci nuove
è gia sera.
non ho più anima
ne l'intenzione di approfondire la mia ricerca.
aspetto il sonno,
tarda,
allora in ginocchio prego un sogno,
dorme.
il mio frastuono è al bivio.
sento lacrime sgorgare dall'alto,
il viso è cupo quanto il cammino.
piove,
non so come,
ne quando,
ne dove.
i miei passi si espandono,
non vedo le mie tracce,
il vetro è la recinzione,
la pupilla è una nuvola
e io sotto questa veste
piango.
e non ho parole,
come se dentro questa pelle,
sotto questa corporatura,
non esistesse niente di reale
se non la mia insoddisfatta paura.
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Commenti (1)
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Elisabetta Randazzo1 gennaio 2007
La vita spesso ci rende consapevoli che la pioggia affluisce spontanea come le nostre paure ci sommergono nella notte.
