Ospedale
Linde pareti di latteo biancore
e riquadri di sottile e tenero
azzurro; tendaggi di soporifero verde
silenzio ovattato soltanto talvolta
interrotto da voci discrete
passi felpati e veloci s’inseguono
tra lunghi luminosi corridoi di vetro
opaco e s’accendono queti e soffusi
tubi di luce celeste pallido;
locali sereni che parlano basso
di cheti riposi, confortanti riprese
di benessere umano.
Passi convulsi s’odono intanto
con gridi allarmati
concitati incontri
voci stridenti, qualcuno accorre
con affanno veloce
camici gonfi di corsa angosciata
clangori di strumenti agitati in vassoi,
pazienti ingombrano
anditi e porte chiedendo
che c’è? Non c’è risposta
ma il gelido vento agita coltri e lenzuola
come sudari.
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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