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Donne 4 marzo 2012 · lettura 1 min · 6484 letture

Una madre

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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In una casa di pietra col tetto di paglia si celava fra i muri una brutta canaglia; vennero un giorno a prenderlo in tanti, correvan d’intorno da veri briganti. Uno di loro estrasse il coltello era il più forte e forse il più bello. Fecero scempio su quell’uomo assai tristo, ma nel ricomporre la salma si vide ch’era solo un povero cristo. Disse la gente, in conclusione, che quella era la fine che meritava ciascun mascalzone. Il volgo fremeva, guardava, qualcuno gridava, una donna piangeva: era sua madre raccolta in preghiera. E quella donna parlando del figlio, per amor lo descrisse più bianco d’un giglio. Dileguatasi, poi, cotanta marmaglia, nella casa di pietra, col tetto di paglia, restò sol una mamma con forte dolore a guardar su nel vuoto ma scorgendo un bagliore. Era una stella che brillava a distanza e all’improvviso il cuor della donna ritrovò la speranza di riabbracciare suo figlio in un mondo migliore, mondato dal cielo e questa volta più bianco d’un giglio davvero!
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L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (4)

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Laura Tonelli4 marzo 2012

E' una triste ballata che racconta la verità ancestrale dell'amore di madre. grazie

Francesco Rossi4 marzo 2012

Bellissima poesia, una grande e gradevole musicalità ne accompagna la lettura cogliedone il senso e gli aspetti. Mi complimento.

C
Colomba4 marzo 2012

La percepisco come storia di Cristo, e sua madre Maria, che dopo tanto dolore guardò verso il cielo vide suo figlio candido come un giglio in un mondo migliore, ove non vi sono canaglie che fanno strage d'innocenti, tuttavia la storia di quelle canaglie si ripete ogni giorno in ogni dove, giustizia sommaria, non razionale.

S
Silvia Cingolani5 marzo 2012

Come cambiano le prospettive è? Io penso che se si rriuscisse tutti ad avere lo sguardo di quella madre, si vivrebbe in un mondo migliore. Bella poesia.