Sento che ci sarai

E tu che la morte temevi
inerme di fronte
all’eterno mistero
pur nel dolore gioivi
e sorridevi delle tue
angosce ed ansie
scacciando via
quell’ineffabile sgomento
del tuo consumato sentire,
così,
m' insegnavi ad amare.
Sento che ci sarai
quando l’inverno
busserà alla mia porta
e avrai cura di me
come io ne ebbi di te
quando accolsi nel mio grembo
la tua sofferenza
prima del tuo ultimo saluto.
A me fu caro prendermi cura
del tuo corpo smagrito,
a me fu dolce prendermi cura
del tuo cuore impaurito.
Sento che un giorno quando accadrà
tu sarai lì a prendere la mia mano
per guidarmi a varcare la soglia
di un nuovo destino,
il tuo amore sarà di nuovo vivo
oltre questa illusoria vita
che intrappolate tiene le nostre anime.
Intanto continuerò a mietere sogni
nel cammino dell’oro
e rotolando memorie nella vallata
giungerò alfine all’estremo confine
dove da sempre attende
il ritorno delle nostre anime
l’intangibile sogno
che sfuma all’alba,
danzando l’ultima sinfonia
in spirali di luce dorata.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!