La padrona
Un brutto giorno, lei, la padrona
decise di prendersi mio fratello.
Gli prese un pezzo di fegato
poi lo lasciò nella speranza.
Più avanti, lentamente
fece suo tutto quello che aveva
attaccato alle sue ossa,
pure si prese: la voglia di vivere,
il suo sorriso e la sua pace.
Marcello mi diceva sotto voce:
"Ti ricordi quando
nel campo di frumento
si contavano i covoni,
allora io ero il padrone
della mia vita.
Adesso, lei, la padrona
mi dà un po' d'alito
ed io ad occhi chiusi
sono suo fedele servo,
domani forse o chissà
fra un mese o dieci giorni
per sua mano io la seguirò."
La padrona, addormentò
quel ragazzo che correva
fra i covoni di frumento
e se lo portò via.
🌐
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
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