Stella

Senti la pioggia?
attraversa le nostre vite sottili come vetri,
affilate,
come i sorrisi degli uomini del XX secolo,
e rumorose,
come le metropolitane di Nuova York.
Oggi non più,
se ne vanno tutti i grandi
restano i piccoli, i peggiori di tutti,
e mentre anche tu parti per non tornare
rimembro forte il dolore di Tosca,
impotenza sprigionante dalla polvere in cui nascesti.
Sicuramente nessuno ti prenderà più la mano
e poi i baci, quei futili gesti,
giù sempre più giù
nessuno ti vedrà scendere le scale
sotto l'insegna fulminata di Broadway.
Stella,
dea dell'infelicità,
dipinta sulle tue labbra,
una lacrima salata,
sento il cuore ebbro
mentre ti guardi allo specchio malata:
i tuoi occhi,
pozzanghere profonde,
il tuo viso,
i binari delle retrovie di un fronte crollato.
Presto,
sotto gli occhi di tutti
scomparirai dietro il sipario tagliente della gente invidiosa,
maledici te stessa
per essere stata così inutilmente meravigliosa.
©
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