Eccomi
Pasquale Lettieri
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Eccomi, dissi all’onda del mare,
sono stanco,
non ho paura “ Ingoiami pure “
E l’onda m’ingoiò tra i suoi flutti.
Tutto avvenne improvvisamente
mentre il dolore consumava sudore.
Scesi nella pancia del mare,
ingoiai acqua salata
sabbia, pietre e alghe.
Per breve non fui.
Scesi giù...
Stanco, arrivai nel letto del mare
ritrovandomi nell’utero del mondo
tra anfratti di rocce nude e primi respiri.
Sentii il battito del cuore della terra,
bevvi il suo sangue, avvertii i suoi umori,
mi riscaldai con il fuoco del suo cuore,
navigai alle origini ...
Vidi me unicellulare,
poi pluri,
poi anfibio,
poi animale,
poi scimmia sulla terra,
poi uomo violento,
accentratore,
egoista e distruttore,
manipolatore e colonizzatore,
cacciatore e costruttore,
scalatore ...
Scappai da me,
corsi fuori,
non mi piaceva quest’uomo.
Cercai altro dell’uomo ...
Cercai tra il fuoco che è il sangue della terra,
cercai nel suo respiro " il vento"
cercai nel cielo " la sua veste "
stanco poi, mi arresi,
nulla trovai.
Né tracce, né orme di uomo diverso
da quello che già conoscevo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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