Mi dicevano: la notte è chiara
Mi dicevano: la notte è chiara
ora annaspo nel nero seppia
grommosi i gomiti, neppure i ginocchi
di fanghi più che oscuri, infernali
là dove il fuoco è divenuto
carbone
che sporca cuore
e annebbia il seno.
Mi dicevano: la notte è un arco di stelle
per me è freccia mortale
goccia l'anima, lentamente
nell'agonia di un desiderio
che non può trovare foce
solo scorre spingendo le rive, dolorosamente
Allora grido: la notte è tormento
eppure non vi è momento
che non voglia il buio, in me
perchè,così, attendo ancora
l'Aurora.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!