Il mio Silenzio
Sei qui, governi il mio esserci,
muovo, sposto, ma nel mio fermarmi
ritorni a dar governo.
Fuori le vite si scontrano, s’incontrano.
Non hai potere al di fuori della mia vita.
Un carro che passa.
Un ramo spezzato.
Un vecchio rugoso bestemmia.
Due calici in rosso s’incontrano.
Un bimbo che grida, poi piange, mai tace.
Sei spaventato, su d’essi non hai potere,
temi il loro ardore, la forza,
l’assente paura di confrontarsi.
Vivi protetto in me, dal mio esserci,
dai lui tranquillità del vivere.
Proteggiti nella mia anima,
ma non turbare la mia tristezza.
Ad essa dai l’inchino,
non scordar di te presentazione,
sei signore della mia anima,
Silenzio.
©
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