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Spirituali 7 marzo 2012 · lettura 3 min · 884 letture

Redentore

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nello vittorio maruca 381 poesie pubblicate
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Fredda era la notte ed innevata e la Pia Donna di bontà infinita di stanchezza e doglianza già stremata Al Redentor del mondo dava vita. Bussò Giuseppe a tutti i casolari Onde dare a Maria caldo giaciglio ma tutti gli occupanti furo avari sdicendo Chi portava Divin Figlio. Aveva posto solo in una stalla, per letto il fieno d’una mangiatoia, al caldo respir del bue e l’asinella tenea Maria di maternità la gioia. Lui ch’è di tutto il creato possidente luogo migliore per nascere non ebbe, per l’ingordigia dell’umana gente nacque in miseria ed in miseria crebbe. Quel sembiante Umano, ch’era Divino, da Castissima Donna concepito a Dio Grande e Beato era l’affine ma da bieca umanità non capito. A Betlemme di Giudea sta la Grotta Che il Vagito Divino prima intese; luogo diviene di retta condotta cui grazia ancor rende il cristiano e rese. Regnava, allora, nella Giudea Erode, uomo protervo, essere triviale d’ognuno temeva tranello e frode, poiché l’ istinto suo era carnale. Seppe, dai Magi, di Gesù la nascita che di Giudea predicavano Re, decretò, quindi, togliere la vita agl’innocenti sotto gli anni tre. Al Puro putativo Padre Giuseppe un Angelo veloce venne in sogno: corri in Egitto, non badare a steppe ch’Erode al Piccoletto porta sdegno. Dell’Angelo a Maria dato l’avviso lasciavano quel luogo benedetto, in braccio Gesù dal casto sorriso in cerca d’altro tetto e d’altro letto. Quando l’Onnipotente al sonno eterno gli occhi chiudeva al bruto re regnante fu Divina Famiglia di ritorno alle mura paterne, alla sua gente. A Nazareth di Galilea infra parenti rimaneva Gesù fino ai trent’anni, per esser battezzato tra le genti trovavasi al Giordano con Giovanni. Sconfiggeva Satana tra i monti; e in testa a moltitudine gaudente dava gl’insegnamenti itineranti. Or visitando questa or quella gente. Seguito da Gerusalemme e Giudea sanava storpi, ciechi ed ammalati; da riva al mar di Cafarnao in Galilea tutti erano accolti, toccati, graziati. Dai guarimenti dati al Suo passaggio la Siria tutta n’ebbe conoscenza; dava del Padre ovunque il buon messaggio mostrando la grandezza e la Sua scienza. Moltiplicava i pesci e pure il pane, quietava acque, comandava i venti, ai tormentati dava le Sue cure, sui mari e sopra i laghi camminava. Nemici farisei, scribi e sinedrio da Giuda, Suo discepolo, tradito ebbe Pilato giudice avversario capo crudel popolo inferocito. Al posto di Barabba condannato fu crocefisso in mezzo due ladroni; Spirò,il cielo fu squarciato, fu boato, tremò la terra, tremaro i sommi troni. L’esanime Divin Corpo straziato, avvolto nel lenzuolo di bianco lino al suolo della tomba fu adagiato d’uomo devoto, avverso di Caino. Restava il Corpo esanime tre giorni, indi in cielo accanto al Padreterno, in terra, poscia, dai lochi Sempiterni a recare agli Apostoli governo. l’incredulo dei dodici Tommaso le dita nelle piaghe mettere volle, restò,ciò fatto, sgomento ma persuaso, cadde in ginocchio nelle carni imbelle. Ai Discepoli, Gesù, lascia la pace indi s’invola al Divin Palagio e, dal cospetto di Dio, amor verace, guida gli Apostoli al Divin Messaggio.
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L'autore
nello vittorio maruca

l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.

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