Il mostro e la damigella

Perché devi apparire
sempre tu il mostro?
Io sono la damigella
che sboccia tra i fiori,
mentre
ove sei tu
c'è solo devastazione.
Eppure la tua mano
tende a me
nella speranza
di riuscir ad assobir
un po' di calore,
solo un lembo,
flebile, di luce,
quel tanto che basta
per poter sopravvivere
anche nell'arida mancanza.
Speranzoso con i tuoi occhi
mi scruti,
mettendomi su un piedistallo
forse scomodo
ma che per te rappresenta l'unico modo.
Temo che tu mi abbia confusa coi fiori
e troppo bella per esser vera,
troppo luminosa per non accecare,
troppo sacra per esser toccata,
divento incorporea
e ti è concesso solo sfiorarmi,
solo bramarmi
in una caccia che potrebbe
durare decenni
ma il tempo scorre male
tra noi...
tu che sei nell'inverno
io che sono la primavera:
la tua.
©
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli9 marzo 2012
dolcezza e malinconia avvolgono questi versi che arrivano al cuore del lettore sfiorandolo con una carezza... elegante Poetare... non voler essere messa sul piedistallo ma essere accettata ed amata per quello che veramente si è senza paure senza enfatizzare...
