Una mimosa non basta
Francesco Giardina
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Siamo così poco
che luce non basta
per quanta polvere al buio resta
sei polveriera nella notte
guerriera di cristallo
odore d'assaggiare
primula che incanti
che spara ancora a corpo libero
sul morto libero
che volteggia
che più non galleggia
su questo mondo incatenato
incavolato
la speranza tua lieve
ammansisce il grande mostro
regina... regna ancora
è rea d'oppio per alcuni
la tua mestura
no... una mimosa non basta
non può bastare...!
dalle gote al fango
dal geme alla salvezza
dal gemito una gemma
e poi i colori e l'acquerello
il grembo...
...musicandia d'un corpo a reato
palla bolla di sopravvivenza
continuità dell'avvenire
concepita dal futuro
...e nel futuro che ne rinasci sempre
...balla balla ancora...
meravigliami di altre bellezze ancora
meraviglia la mia insonnia
intona l'intonaco del mio sentimento
emulandomi al creato
il costruir di una donna
è cosa poco umana
per altezze di vette indicibili
si dice si confonde si smisura
tra le nuvole irraggiungibili
pregna l'anima di chi l'ascolta
è convento la sua tana
dove tace il suo piacere
ed io ti sfioro già come una preghiera...
©
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L'autore
Francesco Giardina
Vivo a Palermo... ma in fondo quando scrivi non sei mai in nessun posto..
Commenti (1)
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Berta Biagini8 marzo 2012
Versi che sembrano scritti con l’affanno talmente si rincorrono per comunicare tutto il loro pensiero. Particolarità in alcuni che non si può fare a meno di tornarci sopra per capire cosa effettivamente l’autore vuol comunicare sino a raggiungere la parte caudale ove inatteso è lo stupore.

