Muovo i sassi
dalle mia scarpe
dove la pioggia
ha reso fragile il terreno
In questo canto
che avvolge un solo giorno
e di un mattino le mie forme
Non trovo più
i giorni e i mesi del mio cantare
quando l'universo
era magico colore d'energia
e il sempre
lo scrisse l'anima sul cuore
C'è un manto
sulla strada scricchiolante
che tanta acqua mette in evidenza
e non lava i passi
Non trovo
quel dipinto agli occhi
che comprende
e sul fianco mi passa il sogno
del riscrivere alchimia
nel perduto istante
L'attimo che ci fece carne
Ti ho guardato
fontana d'acqua chiara
e ti ho bevuto tra le grate
raccogliendomi nel fiume
Ti avessi avuto
come mi hai avuta
avrei cantato nel cuore mio le stelle
in quella luce
dove la speranza danza
E' nello specchio di una pozza
che in leggerezza muove
la tela mia che tu dipingi
nel cielo mio rammendi
l'inutilità
E muovo
nell'asciugarsi al sole i sassi
L'eterno e morto
del vissuto
©
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L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
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