Una notte d'inferno!
Carlo Fracassi
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Fu quella notte che m’addormentai
in quell’eremo lassù in montagna,
alla sorgente di quel fiume nero che
scende a valle ed irrora la campagna.
Nel dormiveglia con meraviglia
udii una voce possente che par
provenisse da un altro continente:
“Benvenuto all’inferno deficiente!”
Raggelai nel corpo
e nella mente.
Sibilava il vento
fra gli ulivi inscheletriti,
nitrivano i cavalli nella stalla
come fossero impazziti.
Abbarbagliato e abbacinato
da una luce accecante,
apparve in un istante
un essere caudato,
irsuto e repellente,
dall’aspetto
a dir poco terrificante;
rimasi frastornato,
la voce era assordante,
se quello era
l’averno veramente,
era assai peggior
di quel di Dante!
Poi a mano a man
ci presi confidenza
ma non pensai neppur
per gioco, sacripante,
d’opporre resistenza,
piuttosto mi feci forza
e guardandomi d’intorno
con reverenza domandai
se il soggiorno in tale loco
fosse duro e pien di guai.
Inaspettatamente
quel demone proruppe
in un dirotto pianto
che persino spense il foco,
restando al freddo e al buio
l’intero impianto.
“Se cerchi belle donne,
qui da far c’è proprio niente,
perché di balle
te ne han raccontate tante;
non sono che un diavolaccio,
carente e poveraccio,
che se ne sta a badar
solo misera gente.
Pensa che
alla chiamata militare
sono stato dichiarato renitente
ma ciò che ha dell’incredibile
è che alla visita di leva
risultavo tre volte rivedibile!”
Restai di sasso
per le parole proferite
mentre il satanasso
continuò, udite, udite!
ad esternar le sue ferite
e con far un po’ meschino
si tolse tanti sassolini
dalle scarpe il povero tapino.
“Se vuoi sapere,
qui ci sono solo eroi
che versaron sangue invano
per la patria come buoi
e non sembri strano se
se la son presa in deretano.
Ci son pure caste donne
che mai alzarono le gonne
se non per fare la pipì,
poi c’è quel cristiano lì,
condannato in eterno
alle scosse di una
violenta tosse
in quest’inferno,
e come non bastasse,
sembra che il dolo fosse
quello d’aver pagato
puntualmente sempre le tasse!
Qui ci stanno solo li poveracci
a raccogliere li cocci,
e tu devi essere uno di quelli…
Sei stato mai in sordidi bordelli
o a rubar a quattro mani
nel paniere?
-Gnorgnò urlai-
Vedi? E’ per questo che
ci hai le pezze nel sedere!
Ma sta tranquillo
ne terrò il giusto conto
e ti farò un grosso sconto,
nel metterti
in buona compagnia
di un abate arzillo
e della sua più vecchia zia”
E il ladro, la spia, i bugliardi
i delinquenti e gl’infingardi,
i banchieri e i finanzieri,
i politici corrotti, i truffatori,
i pedofili, gli stupratori,
i papponi e le puttane,
dove sta tutto il ciarpame?
-domandai-
Rispose con satanico sorriso:
“Hai visto mai?
Sono tutti in Paradiso!”
Mi risvegliai da morto fesso
all’improvviso,
ma non per caso,
con l'odor di zolfo
ancora sotto il naso…
🌐
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L'autore
Carlo Fracassi
Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere
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