Di te

Ho ritrovato i tuoi accenti
fra quelle righe disunite
fra quei miracoli di parole
che cieca ascoltavo
fra un bacio dato e reso
fra gli stropicciati sussurri
delle stupite notti primordiali.
Li ho scorti rovistando
fra rami ombrosi nei miei sogni
dove si celano petali scomposti
sbiaditi di ogni impetuosa dolcezza
dove non c'era notte
che non recasse memoria
d'ogni gioiosità scandita
dall'unicità di questo amore
che dolente s'attarda al perire.
Vivi e confusi come allora
nel morire dell'ultimo meriggio estivo
passato fra le tue ciglia scure
sfiorando l'inutilità di tutti i passi andati
esclusi dal tuo petto
come memoria futile dispersa
e avversa al buio non temuto.
©
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