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Amore 11 marzo 2012 · lettura 1 min · 4047 letture

Per non morire di primavera

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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le cento gocce acide in inganno di primavera Eri piccola, più piccola delle tue speranze abbandonate ad una notte di primavera, timida frontiera la tua bocca socchiusa sulle labbra in rosso disperato di fragola. Avevi il silenzio di chi ha già sussurato sogni nei mattini appena sfiorati dal sole ignaro ancora freddo degli inverni già dimenticati. Io mi nascondevo per non vedere nulla. Io mi ingannavo per non sapere di te che scioglievi una lacrima non vista all'alba, per non tergere gocce di inganno acide sulle foglie appena germogliate in un addio. Eri fragile, già pronta per nuovi cuori forti che non erano il mio, già confuso in battiti di altre ere, di altre danze ancora da ritmare. Io mi abbandonavo per non sentire notte. Eri piccola, più piccola dei tuoi silenzi di sale. Io mi perdevo per non morire di primavera.
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Stefano Drakul Canepa
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Commenti (4)

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S
Sadness11 marzo 2012

Molto tristi questi versi, catturano, letta più volte ... il messaggio che mi arriva è di un amore tradito, ma per il quale si vive ancora; mia interpretazione; particolare metrica con la mini premessa, lirica apprezzata

elena leica12 marzo 2012

io rimango stupita per l'ennesima volta... osservo un leggero soffio dolciastro nell'amaro interiore del tuo animo che spande un profumo diverso non quello oscuro della notte... anzi... un'aria che si spande nelle stagioni... nella primavera... possibilità positiva anche nell'impossibile di viverla totalmente... magnificaaaaaaaaaaa, senza parole! complimenti Stef!!!

Laura Maira12 marzo 2012

Perdersi per non morire di quella dolce primavera, di quelle piccole labbra ingannevoli sempre pronte all'addio... Abbandonarsi per non sentire notte e quei battiti concessi ad altri attimi... Molto dolorosa e struggente, dal sapore amaro. L'inganno di un amore con suo tragico dolore. Complimenti.

Carletti Romano12 marzo 2012

Non c'è niente di più tragico che trovarsi impreparati davanti ad un imponderabile destino che si compie, incapaci (impotenti?) di arginare il lento ma inesorabile fine di un amore, di un sogno, di un progetto. Restiamo senza parole da dire, risposte da dare, anche perché non ci sono domande... E allora ci voltiamo dall'altra parte o ci nascondiamo dietro ad un dito per non vedere... per non morire! Che tuoi versi così amari, e sinceri, velati da un sofferto rimpianto diventino lo "STARGATE" per un nuovo girno.