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Amore 11 marzo 2012 · lettura 1 min · 5385 letture

Climax

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Anche domani m’accadrà un intuito: dagli occhi semichiusi mi vedrò di fianco, distesa al posto tuo il climax della mancanza arriva, quale orgasmo indesiderato sto sulla riva di quel niente intorno e mani piene nella gelatina la vita liquida delle nostre forme adagio, sfumare - sfumiamo intensi, in bocca alla notte - M’invento un grido, folle mi lancio via, per non dimenticare che siamo spirito in carne viva quel che ritorna (indietro) è sempre la tua voce
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (5)

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Clara Gismondi11 marzo 2012

L'amore in rapporto alla vita, alla fuggevolezza come un respiro che s'attenua... Una chiusa stupenda! Molto bella!

EnzoL12 marzo 2012

un testo che merita ben altro che un semplice commento, un dipinto della mancanza del vuoto incolmabile della carne e dello spirito delle metafore che mi lasciano senza parole, tanto emozionano nella loro cruda e reale bellezza dire ammirato cara autrice è poca cosa

Aldo Bilato12 marzo 2012

"sto sulla riva di quel niente intorno"... liquida aeriforme gelatinosa nelle forme così la vita appare quando la mancanza ascende all'apice e come un punto di non ritorno (orgasmo indesiderato) si presenta... prima e ultima strofa un inno all'amore!

Angela Fragiacomo12 marzo 2012

nella solitudine, il climax ha il sapore intenso della mancanza, orgasmo per ricordare d'esser vivi, nonostante... e quando arriva, l'urlo che ritorna è la sua voce... così l'ho letta ed è poesia, lascia brividi...

B
Barba12 marzo 2012

Se la poetessa mi permette... Cactus!! Ma tu sei veramente straordinaria! Una Poesia d'Amore assoluto, che sente nella distanza, il cuore senza tempo, e nella mancanza ritorna (indietro) la sua voce. E ci s'inventa un grido folle, per non dimenticare. Un commento serve a poco, quando si trattano capolavori come questa meraviglia poetica. Conservo, custodisco, incantato!