Bus
In quella galleria
ancor si odono
risa di fanciulli
giochi di adolescenti
che pensiero rapisce.
E vive con loro la mente mia.
Vedo il traghettatore
chinare il capo
che padrone più non è
di rumorosa scolaresca.
E vedo muro animarsi.
Squarcia le fauci
del bus festante.
In un attimo
l'angoscia è
padrona assoluta
di corpi straziati,
di corpi ammassati,
di pianti innocenti
e di mamme orfane.
Nulla più sarà come fu.
Case silenti
e cuori spenti
e occhi umidi,
solo loro saran presenti
per ricordar
risi di fanciulli e
giochi di adolescenti
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B
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L'autore
Bruna Lanza
non ho molto da dire........mi piace scrivere e raccontarmi agli altri, ma solo da poco......meno di un anno, cosa sia successo in me, non lo so, ma ogni qualvolta incontro dei sentimenti forti...scatta una molla irrefrenabile che mi IMPONE di scrivere. ho pubblicato un primo libro REBECCA & FACEBOOK, con molte diffico
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli16 marzo 2012
un dolore che mi pervade l'anima... versi che come un pugnale penetrano nel mio cuore strozzandomi il respiro... perdere i propri figli è il dolore più grande ed inimagginabile per un genitore... più nulla potrà tornare come prima... io non avrei la forza per continuare a vivere... questi versi siano da stimolo a chi può star vicino a queste povere anime... anche semplicemente con la preghiera...
