Tempo perso
Centellino mattini
gesticolando a ritroso
con il pensiero stretto
in un pugno di conchiglie
a consumare idee
frullando e
rifrullando propositi.
Ma ora tace
il giallo dello sdegno
pensiero fisso
per tutte quelle volte
che ho scremato il mio tempo
dormendo randagio
sulla panchina dei sogni
stretto al mio cartone di vita
ignorando la nebbia
della sera che cala.
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Commenti (1)
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Gesuino Curreli15 marzo 2012
...e la sera cala, si, caro poeta, e del tempo, del caldo pomeriggio e del mattino non resta che il sospiro e un alito che sa di menta e un po’ di dolceamaro. I propositi si sfibrano e rimane la percezione limpida e costante della caducità del tutto e per la quale, imperterriti, sbattemmo sul duro sasso del “così vanno le cose”. Non avemmo che sogni, anche sotto i lampioni del destino che poi ci porta qui, come tu canti, a ricordare il limpido mattino, dopo notti all’ adiaccio, per respirare a pieni polmoni i cristalli illibati di altri giorni, resistenti ai fumi e a care incrostazioni. Ma poi viene la sera, e, mentre la nebbia cala, la vita esala un’ ultima preghiera, che sa di canto e di malinconia. Quel “tempo perso” oggi è la poesia!

