Povere sul pavimento
Solitudine voluta,
mostruoso percorso all'ombra d'una vita,
agonizzante maschera di pietra,
secca,
senza muschio senza umido di pianto.
Ho voluto esser solo.
Viaggiatore di tante primavere
con una metà del cielo che non era cielo,
ingiallito fogliame inaridito.
Avrei dovuto esser Brutto Cattivo,
dare un calcio
alla metà del cielo che non era cielo,
cacciare i sogni che dicevan altro
buttar nel cesso le speranze.
Quella dipinta dignità pulita m'ha fregato.
Sono solo
con una metà di cielo che non è cielo.
E' questo l'Uomo.
Inaridito, foglia ingiallita.
Manichino senza umido di pianto
senza muschio, nudo trasparente.
Polvere sul pavimento.
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L'autore
leonardo d’auria
militare in pensione, sessantenne, ho riscoperto, dopo anni di anonimato interiore, il gusto di esprimere emozioni della mente.Spero di dare un'emozione a chi sente l'anonimato interiore che per tanto tempo mi ha attanagliato.
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele15 marzo 2012
forte e con sensensazioni di sentimenti molto tristi, colgono emozioni in derivato sentire d'un fantastico poetico che imperla emozioni profonde... notevole e sentitissima poesia
