Tu, che d'amarmi credi
rita iacobone
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Pretesto io,
in un profilo di femmina,
cupidigia tua,
mi copri il corpo
di pesante brama,
ogni mia parte sferzi, e
mi dai quel colpo finale
che delizia ti presenta.
Allora, silente,
gli occhi chiudo,
quel cielo buio lascio
in punta di piedi,
m'allontano coi pensieri,
scambio le dure labbra
con petali di rosa,
le grette mani
con carezze soavi,
la sagoma tua con
un morbido manto di seta
che l'intimo lenisca.
Sorda al presente
d'un istinto erotico,
di beltà per attimi
tutta risplendo.
Illusoria dignità,
questa evasione,
povero baluardo
per un a donna vilipesa.
©
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L'autore
rita iacobone
Chi sono non saprei, da sempre sono alla ricerca di me stessa, cambiando in continuazione come un caleidoscopio. Vivo ogni sensazione intensamente col cuore e così a volte mi esalto altre mi deprimo. E' da questo stato d'animo che nasce da tanto tempo il desiderio di salvare pensieri tra parole di poesia. Tutti quei mo
Commenti (1)
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C
Citarei Loretta Margherita16 marzo 2012
una giusta e sana ribellione, molti uomini trattano le donne come fossero loro proprietà,versi notevoli e magistralmente scritti, complimenti
