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Sociale 17 marzo 2012 · lettura 2 min · 1520 letture

La mia patria

Francesco Giardina 243 poesie pubblicate
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Non ho molti occhi. Quasi non mi tocca questa coltre infelice che soffoca l'immensità, questa palude di malvagità che mai finisce che insanguina le parole, le gioie. La mia patria non ha nome e non è molto lontana. La città più bella vive dentro di me... il suo mare più caro e immenso i miei figli... tra le stelle più luminose la mia fine... l'odore del vento stordisce le campane -ne sono inghiottito- l'approdo e la partenza d'un sogno, ...un boato di silenzio: è l'infanzia del mio Cristo, il giorno breve che vedrà il tempo sfumarsi la mia eternità. Tra le cosce di questa vita non ho vissuto della pochezza, come di un orgasmo collettivo e indifferente, -non ho compreso- non dissimile, il godere indisturbato, di chi masturba al propio piacere i dolori della fame e della povera gente poi si ride... non mi tocca ma muoio dentro, di tutto questo sono l'Altrove, perché ho già visto come non si vive perciò esilio il mio amore nella mia patria ...dov'è il mio cuore
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L'autore
Francesco Giardina

Vivo a Palermo... ma in fondo quando scrivi non sei mai in nessun posto..

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Commenti (1)

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C

si ha la nostalgia del cielo, nostra patria, in quanto non si sopportano le ingiustizie del mondo, poesia condivisa complimenti