Le pietrificate mie conchiglie
Lontano canto stasera sento
nel cielo che spento chiude
l'anima mia nel suo Creatore.
Lente passano ora le ore.
Divago in giorni quando
le mie conchiglie a nuoto
cercavano riva dove ora io
non trovo il bel dormire,
sulla sedia mia accanto
pietrificata e lucida ne sta una
nel marmo a disegnare
le forme che io sogno
sotto lampi tuoni e bolliture
di un'acqua che mi generò,
mi chiudo al mondo che vedo
e a quello che non vedo, mi apro.
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
Commenti (1)
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Cristina Khay6 gennaio 2007
Le rime nascoste contenute nella prima strofa danno subito un ritmo particolare alla poesia. Una rigenerante immersione nel mondo interiore espressa in quartine musicali. br Letta con piacere br Cri
