Torna
torna presto
a questa città sconvolta
e che muore, sai
le vellutate pesche sono care
e nei forni ruberie e fragranze,
io resto
torna
ad un sole più giallo
di qualunque pompelmo
a questo mare insolito
ed ottimista
a questo dilagare dolce
di violenza adolescenziale,
le stelle raccontano
storie stanche
che nessuno crede più
torna amore
alle mie braccia straziate,
ti offriranno riparo
dal tremore
della pioggia radioattiva
di un giove bambino
che preme la leva
torna
a questa viltà e inamovibilità
a questo ricominciare
a questi fiori secchi
a questa gola arrochita
a tutto ciò che credevi
mi salveranno
a questi pesci rossi
a questo cuore secco
a questa primavera
che scivola nell'abito
caldo dell'estate,
e li espongo così
allo sguardo curioso e crudo
dei cicli storici
e dell'insalata fresca
©
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
Commenti (1)
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carla composto18 marzo 2012
quasi una preghiera ...versi bellissima e "torna" ripetuto nella lirica a rafforzare questa richiesta... nonostante tutto, non sarà come prima ...molto bella
