Nostalgie
Alessandro Labriola
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Anonimo, il paesaggio breve
e la vista sfumata: è la quiete
ed è la noia! Infatti gli ultimi concerti
nelle valli smuovono tutti come burattini
trenta fili d'opale tesi al cielo;
le invocazioni dei più scaltri ladruncoli
si fanno ovvie e materialiste
così efficaci e tristi anche nella preghiera;
sono i pericolanti morbi e le mode!
Sono un Tempo, che è declinato
al suo deliquio vaneggiare ed errare:
balbettante e sordo al cuore.
Grumi, appendici disegnano un alto stagno:
le sue esalazioni potenti e leziose
- un aborto nella macchia
che bevve limo coi rospi più abbietti,
la zanzara ristorò
col sangue magro dell'inverno scorso,
- affilai inutilmente gli artigli
questa volta il Demone mi aveva invaso;
con un verso orrendo
arretrai verso una "natura morta"
trovando il Senso a tutto il male
nei circuiti splendidi e nell'eclissi ansiosa
del'indizio.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (2)
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Arcangelo Galante17 marzo 2012
Forti NOSTALGIE che riportano alla mente ricordi di un passato vissuto e trascorso con turbamenti di un'anima provata e sofferta che ancora pare non aver superato "il Senso a tutto il male". Un'introspezione particolare che dona amarezza all'autore, secondo la mia interpretazione!
EnzoL18 marzo 2012
incredibile la capacità della nostalgia, la forza che rende ogni cosa oscena, nelle amarezze... ogni cosa lucente turba il suo sereno cielo, per rendersi inutile, a tratti noiosa... il testo come sempre una perla, versi eleganti profondamente incisivi... grande penna


