Sole nuovo
D’alba fredda e tranquilla nasce Aurora
di nuvole rosate, maestosi galeoni
scorta del sole ancora a noi celato,
s’àncora ai colli dintorno, di sé accende
paesaggi dolcemente reclinati
sulle pendici verdeggianti
di prati morbidi d’erba sottile
e vellutati muschi e piante
tra i cui rami sono imprigionati
barbagli di rugiada notturna che vapora
al sole nuovo.
Dolci momenti che di spensierato
abbandono sono fonte
così rari e preziosi, ristoro della mente
e del cuore, come non godere
di questo idillio?
Ma i cieli sono spogli:
non un’ala che frulli da una siepe;
dove sono finite le volate
di allodole canore e di audaci
passeri? Ed a terra
non sfreccia più il ramarro
furibondo e la lancerta flessuosa
cercanti quello il fresco
ruscello ombroso e questa
la fornace ardente
del sole sul muretto
di sassi e di calcina.
Non un fremito scorre entro quest’aria
ferma e questa assenza
di vita di mobile animale
un sordo induce e spettrale timore
che discaccia ogni lieve pensiero.
Ora si fa cupa
nel cielo terso di solare manto
la primaria impressione
e nella mente sorge
come se inconscio un buio
ed atroce ricordo: un fungo strano
ed immenso di fumi e lampi immani
s’innalza senza freno
come torrione di castello infame
albergante assassini senza nome
cui la Morte è compagna e lor semenza...
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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