Preludio
Alboraletti Enrica
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intonsa
da grembo di madre terra generata
riconosco la vita
si pur piccola
tu goccia
dal grigio cielo scivolata
muti della tavolozza gli sbiaditi colori
un esile filo d'erba
quella fragile primula
occhieggia laggiù leggera trapunta di fresche violette
svegliati uomo
di nuovi panni vesti l'esauste membra
spolvera il vecchio cuore
brillerà al nuovo sole dell'amore
e
quel canto
senti quel canto che lontano vicino fiancheggia il cammino
morbide note
giungon all'anime quelle semplici vere che ancor della vita
sorridon al rosar di gote
spetalando una margherita
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L'autore
Alboraletti Enrica
Ho fatto mie ,poche semplici parole, che sono a memore scritte, in epigrafe, sul ceruleo marmo di mia madre. L’UMILTA’LA SEMPLICITA’ DELL’ESSERE, RENDONO L’ UOMO SAGGIO PER QUESTO LIBERO... Eccomi sono così...
Commenti (1)
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Francesco Rossi21 marzo 2012
Poesia d'autore. La ricercatezza dei particolari unita alla maestosità della poesia in un tripudio di forme gentili e delicate conferiscono a questa poesia la MAGISTRALITA'. MI COMPLIMENTO. NOTEVOLE.

