Fango
Pensavo di aver regalato la parte profonda di me
e invece non la conoscevo neanche...
pensavo di aver vinto l´eutanasia delle solite cose
realizzando persino i sogni degli altri...
ho dovuto raggiungere lo strato più basso dell infamia,
la prostituzione di mente
rifiutando le mie stesse esigenze,
ed ora come il fango, contare qualcosa solo in prospettiva futura...
quello, almeno non fa paura, bensi´ glorifica...
tu lo sai, mi conosci e nonostante tutto sei sempre qui...
le cose tu le insegnavi gia´ da tempo a noi scolari del tuo mare
dove in apnea ci fai soggiornare rischiando talvolta di affogare
ma come pesci solo di questo potremmo vivere...
per quanto non lo so, per quanto non lo sai
ma la porta della vita
me l´hai aperta tu
e la stima e l´amore
essendo innate in te
potranno solo calamitare
infinito amore ed infinito rancore
su chiunque incontrerai per le tue strade...
la tua bellezza è così oggettiva
che per scherzo della sorte
neanche tu la capirai mai.
e per questo mi ritengo ancor più fortunato
per poterti respirare ancora
ma niente sarebbe cambiato
se anche solo ti avessi respirato un secondo...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!