Bentornata primavera
Ecco ch’alberga ancor il primo vere
di tiepido soffio sospira
ché di sereno zefiro è il suono
Or giunge pur il frastuono
del lampo fulmineo che si gira
e reca in sé l’arcobaleno in speme
Candor di cinguettii s’odono
fra i vispi rami in virgulto
s’assiepano in felici canti
E scorrono profumi allietanti
e non s’ode singulto
ché di stagion pura s’odora
Nel cielo s’acquieta il Sole
dormiente nel suo tepore,
un raggio accarezza il mio cuore
un raggio d’amore
©
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
Commenti (1)
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Francesco Rossi23 marzo 2012
La calma poetica dell'autore emerge da questi versi in un contesto di forme e colori gradevolissimi. Ottima lettura.
