Sentori di una tarda primavera
Non è ancora fiorita
la forsizia,
ora che il giorno scioglie i fumi
cadenzato e lento batte il remo
spruzzi di schiuma spezzata
scagliando a poppa.
Rompe il suo volo
un gabbiano per un’insperata
preda in tuffo
mentre gocciola il sole
sorrisi a chi lacera la notte.
Sei tornata primavera
ma …
d’un falso tepore hai il sapore.
©
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Commenti (4)
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Elena Poldan23 marzo 2012
Davvero colpita da questo testo ben elaborato, intenso, che nitidamente dipinge, attraverso metafore efficaci, uno stallo emozionale che impedisce di avvertire il tepore della primavera, che appare finta, estranea... ma che pur avanza... la vita e il suo ciclo, nonostante noi... Questa la mia lettura. Ottima!
Enrico Baiocchi23 marzo 2012
Meravigliato stupore ed inevitabile arrendevolezza di fronte alla magnificenza della natura in questa lirica un po malinconica ma fin troppo vera.
Marina Pacifici23 marzo 2012
Un susseguirsi di vivide e incantevoli immagini in questa lirica di primavera. Come sempre originale e profondo l'Autore.
Carlo Fracassi23 marzo 2012
Con abili tratti descrittivi il poeta mescola ad arte natura e proprio sentire che sembrano, entrambi, voler immobilizzare il tempo con un cauto e lento concedersi.




